Lo stress è come un’epidemia, si trasmette e si diffonde a una velocità impressionante, tanto che l’OMS (l’Organizzazione mondiale della sanità) è arrivata a definirlo come il “male del secolo”.

Ora, lo stress è complicato e ha molte facce, un po’ come il cubo di Rubik. Può riguardare il lavoro oppure la propria vita affettiva, può trattarsi di una condizione temporanea oppure cronica, può rientrare nella norma così come diventare una vera e propria patologia.

C’è un importante fattore, però, che nella nostra infernale vita moderna proprio non aiuta: il digitale. Per “digitale” intendiamo, molto banalmente, tutto ciò che ha che fare con uno schermo, vale a dire tutti quei contenuti che consumiamo alla televisione, al computer, oppure chini come scimitarre su un tablet o uno smartphone.

Senza rendercene conto, tutto questo ronzio quotidiano di pixel non fa che iper-stimolare il nostro cervello, impedendogli di rilassarsi come dovrebbe. Non appena decidiamo di interrompere una qualunque attività per “scrollare” il nostro social network preferito, in realtà non ci stiamo prendendo una vera e propria pausa, anzi. E la stessa cosa avviene se restiamo incollati davanti a una serie tv o se siamo alle prese con il più appassionante dei videogiochi.

La nostra mente è chiamata ogni giorno a elaborare decine, centinaia di stimoli provenienti da quel brulicante mondo digitale, senza attuare le dovute compensazioni.

Non sto dicendo che il digitale sia il male assoluto, tutt’altro.

Quello che voglio dire è che c’è bisogno di un equilibrio. C’è bisogno anche e soprattutto di stimoli più rilassanti e distensivi che solo il vecchio impolverato mondo “analogico” è in grado darci: la lettura di un buon libro, una chiacchierata al bar con gli amici, una passeggiata all’aria aperta immersi nella natura, qualunque cosa ci tenga lontani per un po’ da quegli schermi ammiccanti che consumano e divorano il nostro tempo. Qualunque cosa aiuti la nostra mente a “sintonizzarsi” su frequenze diverse.

La vita moderna, infatti, sta comprimendo sempre più gli spazi in cui è possibile farlo, anche perché l’immancabile telefonino è sempre lì a portata di tasca, pronto a rovinare tutto sul più bello. Hai mai provato a girare per una metropoli, infestata da rumori, fonti luminose e messaggi pubblicitari, e poi sentire come sono cambiate le pulsazioni del cuore? Hai mai provato a camminare tra gli alberi, in un bosco, e sentire invece quanto la natura sia capace di riportare un po’ di sana armonia nel tuo corpo e nella tua mente?

Insomma, prima di affilare le armi contro lo stress quotidiano, partiamo prima dalle cose più semplici. Costruiamo, o ricostruiamo, le nostre abitudini “analogiche”, spezziamo l’incantesimo che il digitale, nelle sue varie forme, esercita su di noi, perché solo in questo modo la nostra mente tornerà a respirare e concedersi le autentiche pause che tanto si merita.