Vietato dire: “lo yoga non mi piace”

Già, lo so. Lo yoga non ti piace. Lo yoga non fa per te. Magari hai partecipato a qualche lezione di prova e hai scoperto una strana allergia al tappetino che ti ha allontanato per sempre da questa disciplina.

 

Lo so e ti capisco. Anche la mia prima lezione di yoga, come allievo, fu un vero disastro, lo sai? Non riuscivo a mantenere posizioni in apparenza banali senza tremolare come una foglia, mi prudevano le chiappe nello stare seduto e la schiena mi implorava, ogni cinque minuti, di farla finita.
Alla fine, ero più rilassato? Più sciolto? Proprio per niente.
Ma se mi fossi fermato lì, se mi fossi arreso senza insistere un pochino, non avrei mai potuto godere a pieno di tutti i benefici dello yoga e mai mi sarebbe venuto in mente di mettermi lì a studiarlo e anche insegnarlo. 😊

Quindi, prima di trarre conclusioni troppo precipitose, ti chiedo di dare allo yoga una seconda possibilità. E perché no? Anche una terza e una quarta!
Non ti basta? Allora ecco qui qualche consiglio per non lasciarti abbattere dalle prime difficoltà.

 

Lo yoga non è semplice ginnastica

Anche se molti sono interessati a combattere lo stress o farsi passare il mal di schiena, sarebbe riduttivo considerare lo yoga come una semplice sequenza di esercizi. Rispetto ad altri corsi, qui l’attenzione viene rivolta anche al controllo del respiro e alla ricerca di un equilibrio tra corpo e mente. In altri termini, una pratica costante potrà portare benefici profondi e durevoli che andranno ben oltre la mobilità o il rinforzo muscolare. Vedrai le cose da un’altra prospettiva. Ti sentirai più sereno, concentrato, e quasi sicuramente avrai un atteggiamento più aperto e costruttivo nei confronti della vita.

 

Lascia da parte l’ego

Se ti metti a guardare cosa fa il tuo vicino di tappetino, non importa che sia più abile o più impacciato di te, non stai vivendo il vero spirito dello yoga. Qui non c’è competizione alcuna. Non è una gara dove vince chi riesce a eseguire le contorsioni più spinte o le pose più azzardate. Anche se non siamo proprio abituati a farlo, bisogna riuscire a guardarsi dentro, accettare i propri limiti e lasciare l’orgoglio fuori dalla porta.

 

Non avere fretta

Non è che vai in palestra il primo giorno e diventi Big Jim. Non basta correre come un criceto sul tapis roulant per buttare giù quelle dannate manigliette sui fianchi, vero? Qualunque sia il tuo obiettivo, anche con lo yoga i risultati vengono col tempo e con la pratica costante.
Soprattutto se veniamo da un periodo di spiaggiamento, diciamo così, dove i nostri muscoli sono particolarmente deboli e accorciati, lo yoga farà venir fuori tutti i nostri limiti e all’inizio potrebbe scoraggiarci. Stessa cosa se siamo reduci da un periodo molto stressante. In questo caso, anche solo stare seduti e immobili sul tappetino potrebbe farci venire voglia di scagliare un mattoncino contro l’insegnante di turno. La costanza e il duro lavoro premiano, anche nello yoga.

 

Scegli lo stile che fa per te

Di yoga ce ne è un po’ in tutte le salse e, probabilmente, lo stile che hai provato non era quello adatto a te. Se hai un temperamento dinamico, magari hai bisogno di muoverti e sudare: opta quindi per il Vinyasa o l’Ashtanga Vinyasa. Viceversa, se cerchi qualcosa di più introspettivo e calmante, il tradizionale Hatha Yoga potrebbe fare al caso tuo. Fai attenzione inoltre alle finte classi di yoga, cioè quelle in cui di yoga c’è poco o nulla, se non il nome, e magari ti ritrovi a fare zumba.

 

Valuta bene il tuo insegnante

Come in tutte le cose, anche nello yoga ci sono insegnanti più preparati e meno preparati, insegnanti con più esperienza e meno esperienza, insegnanti che hanno potuto investire molto nella propria formazione e altri che invece hanno dovuto arrangiarsi. Inoltre, ci potrebbero essere dei praticanti bravissimi che riescono ad annodarsi i piedi attorno al collo, ma sono delle frane inaudite nell’illustrare a un principiante anche le asana più semplici.
Giudicare un insegnante non è semplice.
In ogni caso, è fondamentale che sappia seguirti durante la pratica, nonché correggerti e aiutarti ogni volta che sei in difficoltà o stai mettendo a repentaglio le tue beneamate articolazioni. In più, dovrebbe saperti insegnare qualcosa anche al di fuori del tappetino, con il suo comportamento, le sue conoscenze, il suo stile di vita. Considera anche questo.

 

 

Trova i compagni giusti

Non sembra, ma anche il gruppo con cui pratichi può fare la differenza. Durante una lezione di yoga, l’energia che si crea inizia a scorrere tra gli allievi e l’insegnante. Se c’è una buona sintonia, se riesci ad assorbire energie positive attorno a te, hai fatto BINGO e probabilmente riuscirai a ottenere il massimo beneficio. Se magari sei finito in un gruppo già rodato ed esperto, e ti senti un pesce fuor d’acqua, continua a cercare il gruppo migliore per poter crescere.

 

Prima di praticare lo yoga, studialo

Come direbbe Optimus Prime, anche in loro c’è più di quel che vedi. Ebbene, anche nello yoga c’è molto di più. Dietro alle pose geometriche, sontuose e “strappacuoricini” che spopolano oggi su Instragram, si cela una disciplina antica che di generazione in generazione ha saputo tramandare la sua conoscenza, il suo pensiero, la sua cultura, conquistando anche noi occidentali.
Per guardare oltre la superficie, sarebbe utile dedicarsi a qualche sana lettura di approfondimento. Nel mio caso, il libro di Stephen Cope, “La saggezza dello yoga”, è stato in grado di aprirmi letteralmente un mondo e mi ha convinto, una volta per tutte, a insistere su una strada che all’inizio non mi sembrava così promettente.

 

 

E se, dopo aver tutto questo, ancora ti viene da sbuffare ogni volta che ti fanno fare l’OM, allora sì, sei autorizzato a dire che proprio lo yoga non fa per te. 😉


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By Capo Tribù

Aka Gianluca Riboni. Pensatore, personal fitness trainer ISSA, insegnante di Anukalana Yoga, leader di Yoga della Risata, scrittore e blogger (un po') incompreso. E soprattutto, sognatore a piede libero.

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