Ma perché non vuoi che ti chiamino “Maestro”?
Elementare, Watson. Perché non ho molto da insegnare, ma moltissimo da imparare.

 

Ciao! Se sei alla ricerca di scorciatoie, ricette miracolose o casi di successo da cui poter fare “copia e incolla”, mi spiace deluderti, non sei nel posto giusto. Se stai cercando qualcuno che ti dica come SPACCARE e raggiungere a colpo sicuro tutto quello che vuoi nella vita, beh, c’è solo l’imbarazzo della scelta, là fuori.

Lo so, non è granché come biglietto da visita, ma ti sto dicendo la verità.

Scusa se è poco. 😊

Si dice che il fine giustifica ogni mezzo, vero? Io invece voglio guardarmi allo specchio ogni mattina ed essere orgoglioso dell’immagine che ho davanti. E non perché ho gli addominali scolpiti o qualche muscoletto in bella vista, ma perché sono consapevole di aver lottato fino in fondo per quello in cui ho credo. Di aver dato il massimo con il tempo, le capacità e i mezzi che ho a disposizione per fare ciò che ritengo giusto.

Non sempre va così.

Molte volte, riflesse allo specchio, vedo soltanto cicatrici, cadute e occasioni sprecate. Molte volte, scopro di essermi tirato indietro e aver agito contro i miei stessi principi. Ma è in questi momenti che posso lasciarmi andare con un meritato sospiro di sollievo. Perché è proprio in questi momenti, dove tutto sembra andare storto, quando il vento sembra soffiare nella direzione contraria e spingerti sempre più lontano dai tuoi sogni, che puoi accettare di essere quello che sei.

Un essere imperfetto, che ha il pieno e sacrosanto diritto di sbagliare.

Già, la perfezione. L’ho abbandonata da un pezzo, lungo la strada, come un vecchio paio di scarpe consumate, e ora ti racconto perché.

 

 

Tutto ebbe inizio nel 2014, o giù di lì. Un anno che doveva essere di svolta, per me, un anno in cui finalmente mi ero impuntato: basta lamentarsi, basta sprecare il mio tempo a vivacchiare. Volevo e dovevo essere perfetto in TUTTO. Aspiravo a ottenere il fisico di Lazar Angelov e mi tormentavo continuamente il cervello alla ricerca di un modo qualsiasi per eccellere nel lavoro e nelle relazioni, essere brillante, intraprendente e sempre migliore, migliore, migliore, giorno dopo giorno.

Insomma, anche io volevo SPACCARE, e ne reclamavo il diritto a squarciagola, ma qualcosa andò storto. Che cosa, di preciso, ancora non lo riesco a capire. So soltanto che andai a sbattere violentemente contro un muro che io stesso mi ero costruito e tutto ciò che pensavo di sapere, sul fitness, sul benessere e sulla vita, andò letteralmente in frantumi.

Che dico? Io stesso andai in frantumi.

Fu così che le mie priorità, all’epoca, cambiarono radicalmente. Altro che eccellere, altro che evolvere in una forma migliore (ma migliore di cosa, poi?). Ora si trattava soltanto di rialzarsi e rimettersi in carreggiata, nella speranza di essere ancora in tempo.

In poche parole, ero chiamato a RINASCERE.

E se ora sono qui a scrivere questo “pistolotto”, è perché ce l’ho fatta.

Nascere una seconda volta è doloroso, ma anche istruttivo, perché puoi vedere molte cose con uno sguardo rinnovato e un cuore limpido. Anche se continuo a portarmi dietro quei lividi e quelle botte, come avvertimento, come stimolo, perché quello che mi spinge, ora come non mai, è il tentativo testardo di non farmi più del male e aiutare gli altri a non commettere quegli stessi errori.

È così che nasce la tribù NAZAV. Con una grande risata per spegnere un grande dolore. Per condividere le conoscenze che ho appreso in questi anni di “rinascita”, in tema di fitness, benessere e crescita personale, e che tuttora sto continuando ad approfondire su più fronti.

Questo mio percorso parte dal corpo e dallo studio meticoloso di quegli esercizi e quelle discipline trasformative che sappiano coniugare il massimo beneficio con il minimo rischio. Lo yoga, che ho scoperto solo di recente e ha saputo illuminare parecchi angoli bui nei momenti più difficili, rappresenta per me una fonte inesauribile di insegnamenti per far progredire la mente e lo spirito. Infine, la risata, questo antidoto gratuito ai mali del mondo che così spesso mi è mancato nella vita, perché non ritenuto abbastanza “serio”, evidentemente, si è introdotta quasi di soppiatto e ho deciso di usarla come ingrediente un po’ per tutto, come il prezzemolo!

Come metodo di lavoro, al momento, utilizzo quello che in informatica viene volgarmente e odiosamente definito BEST EFFORT. In pratica, nell’attesa di, nella ricerca di, cerco di fare il massimo con i mezzi che possiedo e cogliere ogni minima occasione che mi si presenta sul cammino.

Inoltre, stufo di un mondo dove tutti sembrano sbraitare come degli ossessi e correre come dei matti, ho deciso di ritagliarmi degli spazi di riflessione profonda e un po’ controcorrente: i risultati sono raccolti sotto forma di “pensieri” nella sezione THINKING e costituiscono i cardini, ancora un po’ cigolanti, del progetto NAZAV.

Sotto la voce SHARING, invece, pubblicherò articoli e approfondimenti sugli argomenti che mi stanno più a cuore e che potrebbero aiutarti, me lo auguro, a portare piccoli e concreti cambiamenti nella tua vita.

Se ti va di seguire questo squinternato, puoi utilizzare i canali Facebook e Instagram e la sempre coriacea “news-lettera”. Per tutto quello che vorrai condividere del mio lavoro e del mio progetto, te ne sarò immensamente grato.

 

NAZ-astè
Il tuo Capo Tribù NAZAV