23 novembre 2019. La giornata è PARTICOLARMENTE uggiosa. Sono stanco e anche un po’ raffreddato. Ma invece di lasciarmi coccolare dal piumone come mio solito, decido di alzarmi presto e ritornare nel grigiume della periferia di Milano perché voglio essere presente all’ormai acclamatissimo WORKSHOCK condotto da Richard Romagnoli.

La felicità è una scelta, questo è lo slogan martellante scelto da uno dei più grandi “coach” della risata che abbiamo qui in Italia. La sala è stracolma e brulica già di energia. Le persone scalpitano sopra i loro tappetini variopinti e non riescono a staccare gli occhi dal palco ancora vuoto. Che sia un effetto placebo oppure no, mi sembrano già felici per il solo fatto di essere qui.

A me, in verità, cala la palpebra. Per fortuna che lo shock sta per avere inizio. 😊

 

Ma Richard Romagnoli? Chi è costui?

Richard è stato uno dei Master Trainer italiani dello Yoga della risata, disciplina ideata e diffusa dal medico indiano Madan Kataria, anche se oggi, attraverso la sua rete di Happy Catch Club, è di fatto un professionista indipendente. Definire la sua job description non è proprio immediato: oltre a organizzare i suoi eventi in giro per l’Italia, è speaker, personal coach e consulente per aziende, nonché autore di numerosi libri. La sua missione? Quella di portare benessere fisico, mentale, emozionale e spirituale attraverso dei percorsi strutturati di consapevolezza e crescita della persona.

 

Il segreto della risata

Quello che più mi ha colpito di Richard, oltre al carisma e alla carica energetica, è la semplicità disarmante delle sue tecniche e dei suoi insegnamenti. La risata, senza ombra di dubbio, è una delle armi più potenti del suo (ma per fortuna anche nostro) arsenale. Così genuina e alla portata di tutti, la risata è in grado di trasmettere in modo pressoché istantaneo una dose massiccia di gioia e benessere, dove per “DOSE” intendiamo un cocktail ben preciso di ormoni benefici per l’organismo: Dopamina, Ossitocina, Serotonina, Endorfine.

La risata, come ci insegna Richard, dovrebbe essere “spintanea”. Anche quando siamo giù di morale e la vita non ci offre particolari motivi per sganasciarci, il solo fatto di indurre la risata dall’interno, grazie a una serie di esercizi mirati e all’effetto contagioso delle persone attorno a noi, è in grado di innescare un cambiamento interiore profondo. I benefici della risata, infatti, non riguardano soltanto il buon umore. Ridere tanto, e spesso, ci aiuta ad affrontare le difficoltà con maggiore determinazione, essere più creativi e originali in molte situazioni, anche lavorative, migliorare la nostra salute e rendere anche più efficiente il modo in cui impariamo cose nuove.

La risata deve vibrare dentro di noi come un mantra. E il mantra, guarda caso, c’è: HO HO HA HA HA.

 

Meditazione e stretta di mano consapevole

Dopo la prima ondata di esercizi, abbiamo riso davvero a crepapelle e, nonostante io mi sia trattenuto un pochino per paura, ehm, di farmela addosso, da pallido straccio che ero quella mattina, ora mi sento più frizzante di una gassosa. Dopo aver alzato un po’ i giri, però, arriva il momento di rilassarci sul tappetino: una breve meditazione ispirata allo Yoga Nidra e poi un lungo viaggio interiore alla ricerca delle proprie radici. Proprio come se ci fosse una “quercia” piantata nello stomaco. 😉

Non fai in tempo a riprenderti, però, che arriva un altro shock: la stretta di mano consapevole. Già, perché abbiamo perso la capacità di relazionarci “davvero” con le persone, ci dice Richard. Le strette di mano che facciamo, di solito, sono sbrigative e troppo superficiali. Non troviamo mai il tempo di conoscere l’altro nella sua reale autenticità. Come rimediare? Stringi la mano a una persona che non conosci, mantieni il contatto visivo e non parlare. Trova la gratitudine in te stesso e trasmettila a chi hai di fronte. Senza bisogno di parole, digli grazie di esistere, semplicemente per la persona che è. E poi abbracciala. E sentiti anche libero di commuoverti un pochino.

 

La risata ha basi scientifiche?

Per rispondere a questa domanda, sale sul palco Pier Mario Biavia, medico del lavoro, ricercatore ed esperto di epigenetica, che ci spiega come la risata possa diventare una vera e propria terapia medica a integrazione (e NON in sostituzione, eh?) di quelle tradizionali. Le emozioni che proviamo incidono sul benessere delle nostre stesse cellule. Essere felici allunga la vita. E grazie ai più recenti studi scientifici, sappiamo che i tessuti si possono riprogrammare e rigenerare anche senza l’ausilio di un intervento esterno, come per esempio il trapianto di cellule staminali. Anche la scienza medica, quindi, a poco a poco, sta iniziando a esplorare nuove strade per la cura e la prevenzione delle malattie. Parola di scienziato.

 

La felicità secondo Fernet Niccolò Branca

La felicità sta nell’essere in sintonia con sé stessi. Questa è la visione del manager Niccolò Branca. Sì, proprio lui, quello del Fernet. Le gratificazioni materiali o anche quelle che riceviamo nella vita o nel lavoro non durano a lungo. La vera fonte di gioia sta quindi nel conoscere la nostra vera natura, anche se noi tendiamo a fare il contrario. Ci allontaniamo da essa giorno dopo giorno, o probabilmente fingiamo di non vederla, creando conflitto e sofferenza. Qual è il primo passo verso la felicità, quindi? Iniziare un cammino di autoconoscenza con l’ausilio della meditazione e l’osservazione di noi stessi.

Insomma, sii felice responsabilmente.

 

La felicità è davvero una scelta?

Assolutamente NO, ci dice la psicoterapeuta Elena Benvenuti. La felicità è un dato di fatto, esiste sia che la vogliamo oppure no, sia che la percepiamo oppure no. Come si fa, quindi, a essere felici? O meglio, RITORNARE felici? È come quando perdiamo da qualche parte le chiavi della macchina. Andiamo a ritroso per cercare di capire che cosa abbiamo fatto e dove potremmo averle lasciate l’ultima volta. Con la felicità è altrettanto semplice, più o meno. Tornare indietro alla ricerca dei momenti che ci hanno reso felici in passato e impegnarsi a riviverli nel presente. I passi da fare, quindi, sono due: capire cosa ci rende felici e FARE ciò che ci rende felici. Per quanto mi riguarda, io le chiavi della macchina preferisco non perderle, anche perché poi non riesco mai a ritrovarle. 😊

 

Un finale con il botto

Quando pensi che il big event abbia sparato tutte le sue cartucce, ecco che arrivano le ultime scosse. Forse quelle più potenti, più memorabili. La prima si chiama GAYA e consiste in una tecnica di meditazione in grado di attirare l’energia direttamente dalla Terra. Spaziale, vulcanica, provare per credere!

L’asso nella manica di Richard però è il C.A.T.C.H., una pratica energetica/emozionale che consiste nell’unire il dito indice con il pollice. In questo mudra, ovviamente, c’è molto di più. È come se cercassimo di catturare e rivivere i momenti più belli e straordinari del passato, ma anche paradossalmente del futuro, e utilizzarli come benzina per il nostro benessere qui e ora. Le emozioni si trasformano in energia. Il cuore si riempie di gioia. Anche qui, un semplice gesto ripetuto con consapevolezza può fare davvero tanto.

 

Ma, alla fine della fiera, qual è il segreto della felicità?

L’amore, ci svela Richard. Non c’è altro. Dai amore e riceverai amore. La rabbia, l’odio, l’invidia, il risentimento e tutti gli altri stati d’animo che avvelenano la nostra esistenza, ci ritorneranno indietro con gli interessi. Amare senza se e senza ma, anche quando non siamo ricambiati, anche quando tutto e tutti sembrano voltarci le spalle, è una scelta difficile, è una scelta coraggiosa. Ma è pur sempre una scelta.

Ho ho ha ha ha