Uno degli ostacoli più grandi che allontana le persone dalla palestra, e dall’allenamento in generale, è sicuramente la NOIA. Yawn, che barba! Bisogna compiere ogni volta gli stessi esercizi, si fa una gran fatica e non si vince mai niente. Non sarebbe più divertente praticare qualche sport, dove perlomeno scorre un po’ di adrenalina e c’è sicuramente molta più competizione?

Non c’è dubbio che correre dietro a un pallone sia un’attività più stimolante che sollevare pesi o saltare su e giù da uno step, ma bisogna considerare anche il fatto che non tutti hanno il tempo e la possibilità di dedicarsi a uno sport. Magari non ho modo di partecipare agli allenamenti e alle partite con continuità, ho troppi acciacchi che me lo impediscono oppure, molto semplicemente, non ho trovato una disciplina che mi appassioni abbastanza. In un articolo precedente, ho anche messo in luce quali potrebbero essere gli effetti collaterali di una pratica agonistica troppo “spinta”. Lo sport, insomma, è piacevole e aiuta a socializzare, ma anche chi non lo pratica dovrebbe cercare comunque di ottenere quei benefici psico-fisici che derivano dall’esercizio, qualunque esso sia.

Davvero allenarsi annoia cosa tanto? Allora proviamo a indagare qualche possibile causa. 🧐

 

C’è la giusta motivazione?

Molto spesso, approcciamo l’allenamento nel modo sbagliato. Pensiamo soltanto di dover rimediare a qualche bagordo o rassodare un paio di muscoli qua e là, ma questi non sono motivi sufficienti per poter andare avanti e, dopo pochi mesi, getteremo la spugna. Se non c’è una reale motivazione dietro a quello che facciamo, ogni tentativo sarà soltanto tempo perso. Quale deve essere questa motivazione, quindi? L’estetica è soltanto una componente, tra l’altro piuttosto fragile. Quello che ci deve spingere è il desiderio di mettere alla prova il nostro corpo e farlo diventare più forte, resistente e in salute. In altre parole, migliore.

 

Siamo disposti a fare quello che dobbiamo?

Anche nello sport gli atleti non è che “giocano” e basta, ma devono sottoporsi a un allenamento regolare fatto di noiosi esercizi ripetuti fino alla nausea. Nella pallavolo, uno schiacciatore deve affinare il proprio gesto tecnico eseguendolo un trilione di volte al giorno. Un giocatore di pallacanestro non può sottrarsi a qualche seduta in palestra per potersi rafforzare muscolarmente. Quindi, se lo fanno i campioni dello sport, perché noi dovremmo essere esentati dalla fatica e dal sacrificio per ottenere i risultati a cui tanto aspiriamo?

 

Abbiamo degli obiettivi che ci stimolano?

Ok, ho la motivazione, sono disposto a fare quello che è necessario per mettermi in forma e investire nel mio benessere. Ora però devo essere in grado di pormi degli obiettivi che siano realistici e realizzabili nel tempo che ho a disposizione. Avere dei traguardi, belli stampati nella mente, costituisce una molla potentissima per farci scattare in palestra come disciplinati soldatini e vincere una volta per tutte quella noia mortale di allenarsi. Senza un obiettivo, non so dove andare. Senza un obiettivo, non potrò mai gustarmi la soddisfazione di averlo raggiunto.

Sei deluso dai risultati?

La noia, come detto, può essere un prezzo da pagare per avere un fisico da copertina o efficiente come Terminator. Se i risultati sono apprezzabili, sarò più motivato a proseguire. Ma se la tartaruga non fa capolino attorno all’ombelico o se al termine degli allenamenti mi sento più uno straccio che Superman, ecco che la noia o l’apatia potrebbero prendere il sopravvento e tramutarmi di nuovo in una couch potato senza speranza. In questi casi, bisogna soltanto stringere i denti e avere un po’ di pazienza. Se i risultati ancora non spuntano all’orizzonte, bisogna ripensare un po’ a quello che si è fatto e, in generale, rivedere strategie e tecniche di allenamento.

Cosa importante, occorre assicurarsi che le aspettative non siano utopistiche. Oggi i fitness model che spopolano su Instagram non fanno che darci delle sonore mazzate all’orgoglio con le loro silhouette statuarie e i loro glutei marmorei. Ma noi esseri mortali dobbiamo restare con i piedi per terra, SEMPRE.

 

Siamo sicuri che siano sempre gli stessi esercizi?

No, non siamo sicuri. Certo, il fatto che in palestra ci siano dei macchinari può trarci in inganno (a proposito, qui ho fatto un bel discorsetto su come le macchine potrebbero portare sulla cattiva strada). Pensiamo che le macchine sono sempre quelle, inamovibili, e quindi le dovrò fare sempre allo stesso modo.

Innanzitutto, col tempo ogni allenamento degno di questo nome dovrebbe diventare vario e sempre più stimolante, altrimenti c’è qualcosa che non va. Seconda cosa, forse non sai che il corpo umano è una macchina meravigliosa e complessa, e col tempo può imparare a fare grandi cose! Quando riuscirai a liberarti dai macchinari vincolati come la pectoral machine o la leg press per rivolgere l’attenzione verso esercizi più complessi, ti si aprirà un mondo. Anche solo uno squat con bilanciere, eseguito bene e con carichi sempre più pesanti, ti potrà dare enormi soddisfazioni. E una volta che ti sei stufato dei pesi, potrai andare ancora oltre: in palestra, per esempio, vedo molti che rischiano l’osso del collo per fare la verticale sulle mani. Quando ci riescono, sono le persone più felici del mondo. Con questo voglio dire che, nel fitness, anche se da fuori potrebbe non sembrare così, le sfide sono davvero numerose e degne di essere accolte.

 

Hai raggiunto una fase di stallo?

Prima o poi, arriva il momento in cui i risultati smettono di arrivare. I muscoli non crescono più, i carichi da sollevare rimangono più o meno gli stessi e, in generale, le prestazioni non migliorano o addirittura iniziano a calare un po’. Questo è normale perché ognuno di noi ha dei limiti naturali oltre ai quali non ci può più spingere. In questi casi, la noia può essere ancora più insidiosa rispetto a quella che attanaglia i principianti, perché ho raggiunto dei risultati, magari anche soddisfacenti, ma devo continuare a mantenerli con il duro lavoro. In questi casi, piuttosto che non mollare, possiamo scegliere una nuova disciplina o una nuova forma di allenamento (per esempio passando dal bodybuilding all’allenamento funzionale) oppure concentrarci sui nostri punti deboli. Magari sono forte e muscoloso, ma per niente flessibile. Oppure ho il cuore di un maratoneta, ma la forza di un canarino. Insomma, il nostro corpo può essere sottoposto a numerosi stimoli e probabilmente è proprio lui ad averne bisogno, in modo da potersi adattare a tutte le situazioni possibili e non sentirsi “mai arrivato” da nessuna parte.

 

 

In conclusione, abbiamo visto come la noia in palestra è soltanto un aspetto superficiale che può essere alimentato dal “sentito dire” o da una scarsa di consapevolezza su quello che il mondo del fitness può offrire. Per molti versi, è soltanto una bella scusa per non metterci impegno, ma ora l’abbiamo smascherata una volta per tutte, vero? 😉