Tutti vogliono una “scheda”. Come se una semplice scheda potesse bastare per dimagrire in un battibaleno o diventare grosso come una montagna. Anche io, in passato, avevo questa fissazione della scheda e tormentavo di continuo gli istruttori in palestra per averne sempre una nuova, sempre migliore.

Non contento, andai perfino a cercarmela su internet, ma con risultati piuttosto deludenti. Possibile che non ci fosse una scheda decente da nessuna parte? Possibile che nessuno tra i miliardi di personal trainer in circolazione avesse voglia di svelare i propri segreti “aggratis”?

Col tempo, però, riuscii a chiarirmi un po’ le idee.

La scheda diventa così importante nel momento in cui, molto semplicemente, non abbiamo la più pallida idea di che cosa fare. Quante serie? Quante ripetizioni? Quante pause? Quali esercizi scegliere, e come combinarli tra loro? La scheda è così fondamentale perché deve dire praticamente tutto. Anche se qualcuno preferisce ignorarla o pastrocchiarla a seconda dei gusti, la scheda è il faro che guida e illumina i nostri duri allenamenti.

Ma la scheda perfetta per tutto e per tutti, purtroppo, non esiste. Una scheda è un semplice tassello all’interno di una programmazione più ampia e spesso trascurata. Una scheda fa il suo dovere se è impostata nel modo più preciso possibile attorno alla persona che dovrà seguirla. Può funzionare per un po’ di tempo, ma poi va sostituita. Improvvisare schede o andarle a comprare al mercato delle pulci, come ho fatto io, serve fino a un certo punto.

Le schede che troviamo in rete possono essere utili se abbiamo bisogno di spunti o modelli di riferimento, ma alla prova dei fatti un programma deve essere costruito attorno alle nostre caratteristiche individuali e ai nostri obiettivi. Deve essere progressivo e sfidante. Soprattutto, deve essere “nostro”.

Quindi, piuttosto che mettersi a cercare una scheda miracolosa su Google, impariamo i principi di allenamento. Impariamo come allenarci bene per allenarci sempre. Ne parlo anche in questo video. Nazastè.