Un bel giorno, quando ero ragazzino, stavo guidando verso casa a bordo del mio scooter. Dietro, sul suo motorino, mi seguiva un amico. La strada era in discesa e piena di curve e, non appena arrivammo a destinazione, lui mi spiazzò con questa domanda:

Senti, ma come mai freni sempre ogni volta che fai una curva?
Come perché? Per rallentare, no?”, risposi.
Guarda che puoi anche farne a meno, basta lasciare un po’ l’acceleratore e piegare bene il motorino”, mi rimproverò lui.

 

Ebbene sì, mi aveva smascherato. Aveva smascherato la mia paura.

Cosa sarebbe successo se avessi affrontato una curva con troppa velocità? Meglio essere prudenti e frenare prima, perché non si sa mai. Ebbene sì, avevo paura di cadere dal motorino e farmi male, a ogni maledetta curva, anche su una strada che ormai conoscevo a memoria.

Ancora oggi questo episodio mi fa riflettere. Quante delle nostre azioni sono, all’origine, manovrate dalla paura? Paura del giudizio, del fallimento, della solitudine, del pericolo e di mille altre cose? E quanta parte della nostra vita è alla mercè della paura forse più grande e più potente, quella cioè del dolore e, in definitiva, della morte? Quante cose ci stiamo perdendo, se è soltanto la paura a tirare i fili come un prepotente burattinaio?

Esiste un modo per superare la paura una volta per tutte, affinché ci possiamo avvicinare al meglio e non soltanto allontanarci dal peggio?

Se c’è davvero una risposta, beh, io ho ancora paura di conoscerla. 😉