Quando tutto va alla grande, può capitare talvolta di gonfiarsi come dei palloni aerostatici. Quando riusciamo a raggiungere agevolmente i nostri obiettivi e gli altri ci stimano, non esitiamo a prendercene tutto il merito e nutrire sempre più fiducia nelle nostre capacità.

Risultato? Ancora più energia e motivazione per andare avanti.

Ma…

Se per qualche motivo venissimo colpiti dalla cosiddetta sindrome dell’impostore, i meccanismi appena citati andrebbero ben presto a farsi friggere, per usare un’espressione erudita. Invece di esultare per i nostri successi, invece di sentirci appagati per tutti i riconoscimenti che riceviamo, abbiamo l’impressione, magari piuttosto vaga, che qualcosa non va. L’autostima inizia a vacillare come un ubriaco sui trampoli, mentre i dubbi si insinuano a poco a poco nella mente fino ad annebbiarla.

Qualunque siano i termini del nostro “successo”, sentiamo in qualche modo di non meritarcelo. In fondo, non siamo poi così bravi come pensano o dicono, ci sono persone migliori e più competenti di noi, la mia è stata solo fortuna, un puro incrociarsi di coincidenze favorevoli: più o meno si svolge così il nostro blaterante dialogo interno e, davanti allo specchio, non vediamo mica il più bello o la più bella del reame, ma soltanto un miserabile, mascherato, IMPOSTORE.

È come quando un pedone viene abbagliato all’improvviso dai fari di un auto e poi non riesce più a vedere nulla. Ecco, gli altri sono così, sono rimasti talmente accecati da noi e dalle nostre azioni da non riuscire più a scorgere limiti, difetti, mancanze o colpi di fortuna. E i loro continui applausi ci fanno sentire ancora più in colpa, ancora più in difetto.

Eppure, per quanto non sia proprio piacevole, c’è qualcosa di buono nel sentirsi impostori. Innanzitutto, ci rendiamo conto che, nella vita, non tutto quello che ci accade dipende da noi. Possiamo fare la nostra parte, senza dubbio, ma nell’universo agiscono forze più grandi e potenti che in alcuni casi possono illuminarci il cammino e, in altri, trasformarlo in una Via Crucis. Se abbiamo dei talenti, delle risorse, del tempo, dei mezzi per muoverci in una certa direzione, allora ne dovremmo essere profondamente grati. Non importa se siano stati il dono di qualche divinità o il semplice capriccio del Caso.

Se le cose ci vanno troppo bene, rischiamo di montarci la testa come panna montata, diventare arroganti e ritenersi perfetti nonché invincibili. Sentirsi impostori, invece, purché non ci abbatta il morale e non polverizzi in un attimo quello che siamo riusciti a costruire, può essere un modo come tanti per ritrovare umiltà ed equilibrio. Per leggere la realtà in modo più obiettivo, farsi un attento esame di coscienza e capire che abbiamo ancora tante cose da imparare, ancora tanti margini per poter migliorare.

Forse, prima di essere sicuri di noi stessi, abbiamo bisogno di dubitare di noi stessi.

Sei ti senti un impostore, forse sei già sulla buona strada.