Ebbene, sì. Per quanto lo stress non sia proprio una situazione piacevole e soprattutto salutare, anche nei suoi confronti possiamo sviluppare una vera e propria dipendenza. Come faremmo con l’alcol, il tabacco, la cioccolata o l’ultima serie tv su Netflix.

Già, sembra assurdo: come è possibile che una persona sotto stress non possa più fare a meno di esserlo? Se ci pensi bene, di solito lo stress ci porta a un sovraccarico di attività che sembrano impossibili da gestire, anche e soprattutto a livello mentale. Una persona stressata, infatti, difficilmente riesce a fermarsi e staccare completamente. Anche nei momenti di pausa la mente continua a stressarsi, oberata dall’ansia e dalla preoccupazione.

Infatti, una persona stressata soffre anche, se non di più, nei momenti di quiete, come per esempio di notte, nel fine settimana, oppure, come è successo al sottoscritto, perfino durante la meritate vacanze.

 

Perché questo accade?

Sappiamo che, per fronteggiare i momenti di stress, l’organismo rilascia una serie di sostanze, come l’adrenalina o il famigerato cortisolo, che hanno lo scopo di fornire energia pronta all’uso. In altre parole, le situazioni stressanti, che non sempre sono da considerarsi negative (pensiamo allo stress necessario per superare un esame o raggiungere un obiettivo importante per noi), ci danno una bella scarica di energia.

Ci fanno sentire più attivi, e ci stimolano ad agire più velocemente (anche se, in molti casi, la parola più appropriata sarebbe reagire).

A lungo andare, se i fattori stressanti non vengono tenuti a bada, si crea un circolo vizioso in cui abbiamo sempre più bisogno dei cosiddetti “ormoni dello stress”, con conseguenze devastanti sulla nostra salute a lungo termine. Una volta che lo abbiamo messo in moto, diventa davvero difficile tornare indietro, e ogni tentativo di rilassarsi diventa quasi doloroso, non importa se le situazioni iniziali di stress, nel frattempo, non ci sono più.

Per quanto mi riguarda, ho conosciuto persone talmente dipendenti dallo stress che, pur di fuggire dalla noia e dalla mancanza di stimoli, lo stress se lo creano in ogni momento, in ogni occasione della vita, sia essa lavorativa o familiare. Certe persone, arrivate a un certo punto, non riescono più a vivere senza stress e si costruiscono loro stesse una vita il più stressante possibile.

 

Come se ne esce?

Lo stress è stato definito dall’OMS (l’Organizzazione mondiale della sanità) come il “male del secolo”. Diventato parte integrante della vita moderna, è davvero difficile eliminare certe situazioni stressanti dalla nostra vita. Le svariate tecniche di rilassamento a nostra disposizione, come lo yoga, la meditazione, l’attività fisica o il semplice svago, possono certamente aiutare, ma se non estirpiamo le cause del malessere alla radice, non possono fare i miracoli.

Io stesso ho suggerito di ribilanciare la nostra esistenza a favore delle attività “analogiche”, ma questo potrebbe diventare impossibile se la dipendenza da stress ha preso il sopravvento.

 

Quindi, cosa fare?

Chi è diventato dipendente dallo stress ha solo una strada davanti a sé: uscire dal tunnel. Trovare, o meglio ritrovare, benessere e gratificazione in una vita dove lo stress “tossico” è annullato o ridotto al minimo. In altri termini, non appena le condizioni esterne ce lo consentono, lo stress va eliminato poco per volta dalla nostra quotidianità.

Per molti, sarà un processo doloroso, anzi dolorosissimo, ma bisogna andare fino in fondo, proprio come si farebbe con una qualunque altra dipendenza. Se ti trovi in una galleria e comincia a mancarti l’aria, non importa quanto stai male in quel momento. La tua unica priorità sarà quella di trovare l’uscita il prima possibile. Allo stesso modo, bisogna saper riconoscere se e quando lo stress non è più necessario e si è trasformato soltanto in un fatto “psicologico”. Cioè qualcosa a cui la mente si è ormai abituata aggrappandosi con le unghie e con i denti e che non lascerà andare tanto facilmente.

Il dolore dovuto all’improvvisa mancanza di stimoli è proprio come quella lunga, interminabile e soffocante galleria, ma la luce è lì fuori che ti aspetta. Non puoi sperare di togliere il dolore dal percorso, ma devi affrontarlo, devi attraversarlo.

Finché non ne uscirai, magari più forte di prima.